Tumulti evoluti

Ardea sul fuoco la tolleranza dell’animo per l’arroganza dei pensieri suoi, penetravano e non lasciavano spazio al movimento alcuno                                               La fantasia castigata dall’ insolente pudicizia di una volontà vacillante                       La luce si aprirà, improvvisa, allo spavento di uno scintillio                                            un rumore assordante di spilli penetrerà la pelle,                                                      invaderà le viscere e dentro la vita esploderà

La libertà tumultuosa comincerà la danza e nientre si potrà se non seguirla e scivolare con essa nel gioco ammiccante della vita…rdn

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Photo: sinuose forme del MUDEC, Milano

Desiderio vs Bisogno

In quel momento di felicità improvvisa, ma radicata e difficilmente turbabile, era molto ricettivo alle tensioni che muovono i rapporti sociali in genere e in particolari le relazioni intime. Il suo stato gli facilitava la possibilità di captare istintivamente il divario essenziale delle tensioni, che se pur semplici gli risultavano fondamentali per stabilire  rapporti sani ed equilibrati, tra il desiderio e il bisogno, destre vs need.

Era super sensibile a individuare un cuore affamato che  urlava tutta la sua solitudine e comprendeva quanto questo si muoveva su un bisogno emotivo e non sul desiderio e che più si muoveva attraverso la necessità emotiva maggiore diventava il rischio di incorrere in rapporti fallimentari dove tutto ciò che si cercava era la soddisfazione dei propri bisogni. Spesso, aveva verificato, la dinamica diventava un modus vivendi causando quelle che molti chiamavano col termine dipendenze, ossessività; pur di non immergersi nel proprio ‘vuoto’ godendo nella ripetizione continua di una biografia masochista.

Il desiderare, invece, gli echeggiava bellezza, cantando il ritornello più vecchio del mondo ma poco praticato ‘ libertà di amare’….si si sembrava facile, pensava e sorridendo si disse: ‘ non lo è, in quanto per essere liberi di fare qualcosa, si dove essere anche liberi di non farlo. Le dinamiche che danneggiavano e che permettevano di avvitarsi in dinamiche perverse basate sulla necessità, non rendevano liberi, ma prigionieri del propri bisogno di alleviare la colpa, la paura dell’essere abbandonato o per perpetrare sempre le stesse ‘economie energetiche’

‘Liberi di amare’ e quindi ‘desiderare di amare’ prevedeva, quindi pensò, di perdere quell’amore, di poterlo lasciare andare seguendo il naturale processo di perdita e autorigenerazione che la vita offriva.

Liberi di amare significava, ora, aver trasformato il bisogno in desiderio, essere riuscito ad attendere il proprio tempo e sapere che il desiderio non sarebbe mai stato soddisfatto….rdn

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Benvenuta felicità

Aveva messo da parte, in fondo all’ angolo più remoto, la sua parte melanconica e dopo aver spolverato e ripulito scrostando ogni timore, fece spazio ad una esagerata felicità, impulsiva, esaltante e immotivata….. felicità.
Il mondo visto da quella prospetttiva appariva come un gran bel tavolo da giuoco semplice e divertente, senza pedine ma carte fluenti da giocare e rigiocare senza remore alcuna, ma con la sana adrenila che faceva sentir vivo e rinnovava di continuo il senso di quella felicità perenne che continuamente gli esplodeva dentro.
Era più volte tentato a chiedersi il perché, ma decise che era inutile e che poteva solo accogliere uno stato d’ animo così stimolante e che, questa, poteva essere la sola risposta giusta.
La felicità andava vissuta, sentita in ogni angolo del proprio corpo, era vita, vita piena …. finalmente.
Un cieco voleva essere, niente poteva più turbare la sua felicità, era lui stesso felicità e lui stesso era l’equilibrio da cui ne scaturiva, senza occhi, senza giudizio, poteva godersi se stesso in tutte le sfaccettature.
Ora, finalmente, poteva sbagliare, anche questo diventava felicità;
Ora, finalmente, i suoi gesti, i suoi modi, lassa voce, i suoi capelli, il suo modo di camminare, di mostrarsi, diventavano felicità;
Ah benvenuta odiosa, invidiata, osteggiata e ora amata felicità….rdn

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Photo: felicità…

Aperto alla finestra

Contento alla finestra
a guardar il passeggio e la strada rallegrata da strambi balletti
Di tanto in tanto un passero passava e un saluto canoro gli faceva,
un cane alzando la testa un pezzo di pane guadagnava
e lui un sorriso gli donava.

La vita lenta ormai passava, non aveva corse né promesse da giocare, voleva guardare, osservare e riposare.

Il cuore colmo di gioia, aperto alla finestra e chiuso al mondo era divenuto…rdn

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