Era molto stanco di sentirsi dire da tanti “io sono”, “io non posso essere altro”. Lui aveva ben capito capito che la vita ci porta a continue trasformazioni, “oggi non saremo mai come ieri” diceva. Era convinto che saremmo potuti essere chiunque in qualsiasi momento: belli, brutti, etero, gay, bianchi, neri, gialli, buoni e cattivi, stupratori e ossessionati del rispetto. Le etichette di razza, di identità sessuale, di caratteristiche personali, politiche, servivano socialmente a rassicurare, a proteggere; erano dei vetri di protezione contro ogni paura, pregiudizio e guai a tirare le pietre. Lui era sicuro solo di non voler più essere una bugia, un’alternativa, un treno di passaggio da cui salutare, un bisogno, un perditempo. Era diventato reale per sé e lo pretendeva anche dal mondo, desiderava, ora, e voleva essere un desiderio….del mondo, nel mondo…rdn
….!!!
Aveva più paura di stare con chi non trovava stimolante, che star da solo ad accogliere talvolta anche la noia….rdn
Felicità…???
Ma come non sei felice? chiese. Puoi, finalmente, avere ciò che hai sempre desiderato, aggiunse.
Appunto, rispose, solo ora mi accorgo essere solo un bisogno…ahimè…rdn
Sere familiari
E ritornavano quelle sere d ‘ estate dove l’attesa di parlare all’anima terminava. Tutto veniva fuori protetto da una notte sognante e cullata da un mare immenso. La pace era tollerante e lui sentiva di essere l’unico possessore di se stesso e soprattutto fortunato; la fortuna era nella forza di riuscire a parlare all’anima, con l’anima senza filtri, senza spine, fluido, libero. Era emozionante ritrovarsi nello sguardo di chi gia sa, di chi ha sentito senza ascoltare…rdn

Photo: Napoli….

