Greet….

Possedeva il dono dell’accoglienza. Riusciva da sempre ad essere accogliente, dove accogliere significava ricevere qualcuno, aprirsi e permettere a qualcuno di entrare; non aveva però la caratteristica del formale ‘così si fa’ ma possedeva in sé quella del ‘mettersi in gioco’, accogliere per ‘vedere’ l’altro e ri-conoscerlo, per  crescere,per creare un dialogo, uno scambio di conoscenze, di vita.

Non aveva sempre avuto la vita facile in questo, perché accogliere non corrispondeva sempre ad un rapporto fluido e risonante, ma anche e soprattutto a quando le dinamiche diventavano pericolose, spigolose……’è qui che si cresce, può avvenire il cambiamento…pensava…! Aveva osservato che la maggioranza scappava da ‘l’altro’ dissonante, lo considerava ‘straniero’ non in sintonia, e pensava che questo avvenisse a causa della volontà di imporre il ‘personale’ pensiero, se non se stesso e in questo non trovava niente di accogliente.

Si agganciava spesso, in passato, a chi magari trovava stridente, poco ma molto poco accogliente. In passato, poteva essere chiamato masochismo, curiosità, sfida, ma troppo spesso si era imbattuto in questo tipo di scontri, dove lui accoglieva e l’altro scappava, respingeva ogni tipo di accoglienza; una continua lotta, un attacco e fuga continuo dove poter farsi male era una regola. Ora non era più così, ora ‘lasciava andare’ chi non era pronto ad essere accolto, quantomeno…..ora sapeva, forse, di essere accogliente nello giusto modo, nel modo giusto per sé; non accoglienza per controllare l’altro, per produrre le solite dinamiche che gli permettevano di star fermo anche se sembrava si muovesse, ma si trattava di un nuovo modo di considerare l’altro, di sentirlo così com’era davvero, per quello che voleva mostrare.

Non era stato facile arrivare a questo stato di evoluzione, ma, ora, sapere di esserci gli faceva vivere un’esperienza di essere evolutivamente superiore, quell’essere che non ha più bisogno della sua vecchia pella, davvero pulita e rinnovata; non era, finalmente, scivolava nella vita, lasciando andare fantasmi del passato, e se ne accorgeva soprattutto quando i suoi occhi, inconsciamente, senza alcun comando, come biglie di vetro, pensanti e decise, automaticamente cambiavano direzione quando incontravano qualcuno che aveva seriamente messo in pericolo le sue parti migliori.

Oggi, accogliere per lui diventava un superare una ‘mancanza piena’ e supportare una ‘mancanza vuota’  per vivere in modo fluido se stesso, per entrare nell’altro in continuo cambiamento, per farsi penetrare senza la paura di essere trapassato, visto e riconosciuto…..

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